Visitare Reggio Emilia

Reggio Emilia è una città in piena Pianura Padana, non una metropoli ma una città a misura d’uomo, anzi più precisamente a misura di bambino dal momento che riconosciutamente qui si trovano i migliori asili del mondo, presi ad esempio a livello internazionale ma ha saputo rivalutarsi anche dal punto di vista turistico, con un grande lavoro di promozione al fine di utilizzare le notevoli bellezze che possiede per attrarre i visitatori e averne un riflesso positivo sull’economia, consentendo un maggiore lavoro per le strutture ricettive, i ristoranti, il commercio più in generale e far conoscere nel mondo la propria arte e l’architettura dei propri edifici.

Accanto a grandi attrazioni turistiche, Reggio Emilia affianca piccole chicche, curiosità e tanto buon cibo che non guasta mai, anzi, attrae ancora di più. La città lega il suo nome ad una storia antica, medievale soprattutto e lo si nota dalle sue stradine, dalle piazzette dove gli abitanti ancora si ritrovano a chiacchierare o a discutere di sport, di politica, dei fatti locali e lo si nota nell’architettura dei suoi Palazzi antichi, molti dei quali appartenuti in passato a nobili famiglie del luogo.

Se vogliamo guardare alla storia meno remota, tuttavia, dobbiamo soffermarci sulla Bandiera italiana che qui nacque quando rappresentanti di Reggio Emilia insieme ad altri di Modena, Bologna e Ferrara, assunsero la decisione che il tricolore che oggi è la bandiera italiana dovesse essere il vessillo della Repubblica Cispadana e, come vedremo, oggi questa importante nota storica si può ancora vivere nella realtà della città.

Il Centro Storico di Reggio Emilia

Prima di immergerci nel passato di Reggio Emilia rivolgiamo lo sguardo alla Reggio del futuro che si esprime attraverso la rivisitazione di una parte della città in chiave futuristica da parte del famoso architetto Santiago Calatrava, a pochi chilometri dal centro dove sorge la nuova stazione dell’Alta Velocità, un complesso bianco ed ondulato dal Design decisamente futuristico che si accompagna alle vele costruite su progetto del medesimo architetto sull’autostrada che vuole rappresentare la nuova e moderna porta di accesso alla città. La nuova stazione ferroviaria di alta velocità, periferica.

È ben collegata al Centro con un servizio di Autobus. Ma adesso è veramente tempo di visitare la parte storica antica di Reggio Emilia e per fare questo iniziamo dal Tempio della Beata Vergine della Ghiara; si tratta di un edificio religioso edificato nel 1596 a seguito di un miracolo avvenuto in quel luogo quando, si racconta, un giovane sordomuto pregava dinnanzi all’immagine della Madonna dipinta dal Bertone, all’epoca all’aperto, quando, in seguito alle preghiere riacquisì l’uso di parola ed udito improvvisamente.

Oggi quella stessa immagine è custodita nella Chiesa costruita appositamente ma l’interno, non fotografabile, è definito dal grande critico Zeri come “il più grande monumento del manierismo italiano”. Notevoli anche i chiostri della Basilica, belli ma che oggi ospitano anche un ostello della gioventù e dove si può anche mangiare a prezzi parecchio modesti.

Ci ritroviamo, passeggiando, in Piazza Prampolini che è anche conosciuta come Piazza grande, lo stesso nome della più celebre omonima piazza bolognese ma così si chiama solo per confronto con un’altra Piazza, quella di San Prospero. che ha dimensioni inferiori. Su Piazza “Grande” si affaccia il Duomo che è dedicato a Santa Maria Assunta e che presenta una facciata incompiuta che si presenta per questo come spaccata in due parti.

Il Duomo è sovrastato da una Torre ottagonale che contiene una grande statua rappresentante la Madonna con Bambino in bronzo dorato che risale al ‘500 ma altre importanti opere d’arte sono custodite nella Chiesa ma è la Cripta il pezzo forte, risalente al XII o al XIII secolo, su questo vi è incertezza.

Cerca tutte le altre numerose attrattive di Reggio Emilia nei punti di promozione turistica della città e passeggia per il centro storico per andare alla scoperta di tutti i tesori di Reggio Emilia ma non mancare una visita alla sala del tricolore dove nacque la Bandiera Italiana nel 1797, all’interno del Palazzo Comunale.

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