Incastonato in un gentilizio palazzo dell’ottocento, è una nuova realtà capace di rappresentare la
progettualità alberghiera più contemporanea.
Il
Leon’S Place in un unico colore con sprazzi di porpora, esprime tutto il mistero, il fascino, ma anche la malizia, e per certi versi la sensualità delle sfaccettature di una città mai uguale a sé stessa:
Roma.
C’è riuscito ricoprendo di una elegante tonalità grigio perla i quattro piani di ciò che nei secoli fu edificio sacro e che a causa di una serie di rimaneggiamenti, smarrì i connotati originali degli interni.
Miriade di sensazioni inattese coinvolgono chi ha varcato la soglia della residenza la prima volta, dopo anni di abbandono, all’apparire di una nuova forma ideale in un concetto di art déco.
Ne scaturiscono ambienti di ricercata eleganza, ben lungi da essere austeri. Numerosi i
particolari ironici, a volte un po’ frivoli e a volte inusuali, per rammentare che a Roma, dove da sempre convivono e si fondono stili diversi, nulla appare fuori luogo.
Un processo di trasformazione che ha coinvolto destinazione d’uso e conformazione interna e che ha superato il concetto contemporaneo di design hotel.
Ogni spazio diventa luogo di appagamento sensoriale. Ogni ambiente dà spazio a diverse interpretazioni, che liberano in un batter d’occhio sensazioni e pensieri appaganti.
Poi soffermandosi sui particolari, si scopre quanto la costruzione scenica sia impostatasu un’equilibrata ricerca di materiali, forme e colori tono su tono negli spazi comuni, nelle 56 camere e i bagni.